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16 marzo 2017

DIGITAL DETOX: VIA GLI SCHERMI


Mai come nell'ultimo periodo mi sono resa conto di quanto sia importante imparare a dosare il tempo dedicato al web, alle email, alla TV, allo smartphone, a tutto ciò che in generale ci porta a fissare uno schermo.
La soddisfazione di vedere un amico che commenta una tua foto, i tanti pollici in su, le richieste di amicizia e l'approvazione del  pubblico in generale crea dipendenza. Una sensazione di benessere che ci porta a volerne ancora, sempre di più.
Proprio qualche giorno fa guardavo un documentario alla TV circa questo argomento... Quanto è vero!
Ci tengo a specificare che è grazie al web se la mia vita è cambiata. E se sono riuscita a capire chi sono è solo grazie alle mie lettrici, con le quali comunico via blog, YouTube e i vari social. Il confronto con le altre persone mi ha fatto comprendere meglio tanti aspetti del mio carattere che prima ignoravo, ed ha aumentato la mia autostima. Ma soprattutto, è grazie al web se il mio hobby è diventato un lavoro.
Mi sento davvero fortunata ad avere l'opportunità di confrontarmi con migliaia di donne tutti i giorni e di parlare di tematiche che amo. Ma come tutte le cose, anche in questo caso, ci vuole il giusto equilibrio.

Già detto, già letto, già sentito. Prima ce lo dicevano per la TV, ora ce lo dicono per internet. Ma è vero. I "devices" ci deviano.
La sete di informazioni e la "voglia di essere intrattenuti" spesso ci escludono dalla realtà e ci distraggono. Ma vogliamo davvero essere distratti continuamente? A volte penso che tutto questo crei una gran confusione nelle nostre teste.

È per questo motivo che credo che il rimedio a questo stato di caos (e di isolamento) sia una bella cura detox. Una digital detox

Niente TV,  niente smartphone, niente computer, niente iPad, niente reflex. Niente di niente. Per almeno un giorno alla settimana. Così, per cominciare. Potrebbe funzionare, che dite? Magari, per questioni pratiche è preferibile un giorno del weekend, ad esempio la 
domenica.

Abbandonarsi alla realtà. Ci riuscireste? Io non lo so. Voglio provare. Immagino già lo stato di irrequietezza e noia che potrebbe procurarmi questa giornata detox. La costante sensazione del "perdere tempo".
"In questi 2 minuti avrei potuto controllare le news, o scrivere alla scuola delle bimbe, o rispondere a quell'email. E invece me ne sto qui ad attendere il mio turno, in fila alla cassa del bar" penserei.

Tornare ad attendere senza fare nulla. Aspettare pazientemente e oziare aspettando. Che utopia!
Ma come facevamo un tempo?
Vagare per la città senza una meta ben precisa, godere degli eventi casuali e sorridere agli estranei, forse questo potrebbe essere un inizio per il cambiamento.

Tornare ad apprezzare le piccole cose, e forse, trascorrere più tempo con gli anziani.
È da tanto che non parlo con un anziano. La mia nonna materna morì quando avevo 13 anni e quella paterna, da sempre lontana, quando ne avevo 14 o 15, non ricordo con esattezza.
Forse i loro occhi piccoli e ingialliti potrebbero svelarci molto di più di quanto pensiamo. Però è anche vero che è molto più semplice trovare un anziano saggio su YouTube, anzichè per strada. Questo è vero. O forse no?

Sono qui in giardino a scrivere a ruota libera e proprio ora Becca sta abbaiando alla solita cornacchia grigia che le fa i dispetti. La cornacchia e il cane. La cornacchia stuzzica Rebecca volandole a distanza ravvicinata. Becca abbaia e corre come una forsennata. La cornacchia vola sul tetto e osserva la cagna, come divertita. Forse non è così noiosa e banale la realtà.

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