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25 novembre 2017

25 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE


Le mani. Sono la prima cosa che guardo quando incontro una persona.
Come si muovono, come si avvicinano a me, come stringono la mia per farsi conoscere, come accompagnano le parole, come esprimono le emozioni.
E, in effetti, sono le mani che ci mettono in contatto con il mondo e raccontano la nostra storia e vivono nei nostri ricordi. La mano della mamma che ci prende per rialzarci da una caduta e che asciuga le lacrime, la mano che accarezza il pupazzo che dorme con noi, la mano dell’amica che stringiamo il primo giorno di scuola, la mano del primo ragazzo che cerca la nostra, la mano che stringiamo con forza orgogliose della prima soddisfazione nel lavoro, la mano del figlio appena nato, piccola, perfetta, indimenticabile.
Le mani, però, possono e devono essere anche quelle che dicono basta, quelle che segnano il confine da non oltrepassare, lo spazio vitale da non concedere a nessuno perché nostro.
Ricordiamocelo, noi donne, che le mani dei fidanzati, mariti, compagni ci devono accarezzare la pelle e l’animo, sostenere il fisico e lo spirito, accompagnare nel cammino della vita. Non ci devono toccare in altro modo e non dobbiamo concederlo mai e per nessun motivo. A nessuno.

Quando ero a Milano, qualche giorno fa, sono passata davanti ad un muro, in via De Amicis, e mi sono fermata, non potevo proprio farne a meno. Era sera, ero in ritardo e di corsa, ma non era importante davanti alle foto di donne umiliate, picchiate, uccise da maschi vigliacchi, insicuri, inutili. In loro ricordo delle bambole “impiccate” ad una rete con una scritta “We are not just dolls”, “Non siamo solo bambole”, non siamo le bambole che tanto amavamo da piccole ed a cui facevamo fare quello che volevamo.
Siamo persone pensanti che hanno il diritto di essere libere, di non essere il giocattolo di proprietà di qualcuno, libere di scegliere come vestirci e come muoverci, di scegliere chi amare e chi no, ma, soprattutto, di scegliere di lasciarlo se non lo amiamo più.

Spiegate bene ai vostri figli maschi che l’amore è meraviglioso, ma implica sacrifici, compromessi, abbandoni e che l’abbandono fa parte della vita e non mina la nostra dignità, ma fa crescere, magari fra lacrime e dolore, ma fa crescere.
Spiegate quanto le loro mani siano importanti per noi donne, quando ci sfiorano la pelle, ci toccano i capelli, raccolgono le nostre lacrime, accolgono il nostro viso per baciarlo.
Se riusciranno a capire saranno maschi più sicuri, più felici, e potranno davvero farsi chiamare uomini.

“Wall of Dolls” è un’installazione artistica pensata da Jo Squillo ed inaugurata nel giugno del 2014, a Milano, con il supporto delle Istituzioni, del mondo della moda, dell’associazionismo, della cultura, dello spettacolo per simboleggiare la resistenza e la forza delle donne contro qualsiasi atto di sopraffazione e violenza nei loro confronti.

Photo Credits: www.Elle.it

1 commento:

  1. Un bellissimo post, Elena. Speriamo di non dover più vedere quelle mani orrende...claudiag

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