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12 gennaio 2018

PITTI UOMO 2018: LE NOVITÀ PIÙ INTERESSANTI (SECONDO ME)


Birkenstock


Zegna






Woolrich

GranSasso


Ogni anno è così. Vengo a Pitti (questa è la 93esima edizione) e la cosa che mi colpisce di più è l’atmosfera particolare che si respira. Non parlo dei soliti fanatici dai look improbabili che girano solo per farsi fotografare e di cui ancora mi sfugge l’ultilità, mi riferisco, invece, a quel melting pot in cui ci si immerge appena si entra a Pitti, una micro dimensione dove convivono idee, stili, gusti diversi e che a me evocano immediatamente il mondo della moda.

La vera creatività dovrebbe abitare qui, e uso il condizionale non a caso, e per creatività intendo la meravigliosa capacità (di pochi) di “fare dal nulla”, il saper pensare e vedere le cose come altri non hanno saputo fare.

Per questo finisco per guardare non solo al prodotto, ma a come viene comunicato il mood di un’azienda o di uno stile. Sono entrata in spazi di brand importanti che mi hanno lasciato del tutto indifferente. Arredi di design, piante, spazio bar, ma nulla che rappresentasse davvero il brand, che ne facesse percepire il suo fil rouge creativo.

Nel caos di queste manifestazioni, e vi assicuro che ce ne è molto, penso che lo spazio espositivo di un brand debba far entrare nel suo mondo, debba farcelo assaporare e vivere.

Vi faccio qualche esempio per spiegare meglio cosa intendo.

Sono andata da Birkenstock e se anche non avessi conosciuto il marchio non avrei potuto fare a meno di pensare a qualcosa legato al comfort, all’easy living, alla natura. Un luogo dove si sentono gli uccelli cantare, dove i colori sono quelli della terra e dei suoi profumi.
Non solo scarpe, di cui alcune rese stilose dall’utilizzo di materiali fashion ed inusuali, ma anche il beauty (incredibile, ma vero) e perfino i letti con reti e materassi. Tutto collegato da un elemento iconico per il brand: il sughero. Per farvi capire meglio, le creme per mani e piedi sono fatte con il principio attivo dell’essenza che esce dalla corteccia del sughero. Amo questa combinazione meravigliosa di creatività, innovazione e tradizione.

Nel caso di Ermenegildo Zegna, invece, sono stata affascinata da un’atmosfera fuori dal tempo e dallo spazio. Si passa dalla folla e dalla confusione alla pace e al silenzio di un bosco, mentre cammini calpesti foglie, bacche e terriccio, senti il profumo di legno, di terra, di muschio e guardi i colori dei boschi della montagna. Perché è lì che vieni catapultato in un secondo, in montagna, con una collezione ricca di suggestioni legate alla tradizione, ma allo stesso tempo capace di rendersi nuova e moderna. Avete presente l’immagine classica della tenuta da montagna? Ecco, pensatela in versione moderna e super cool.

Ed ancora. Mi piace pensare che ci sono persone che ancora amano il loro lavoro perché ci sono cresciuti, perché lo sentono proprio, perché hanno visto i loro nonni ed i loro genitori dedicarci tempo e fatica. Mi piacciono le aziende che ancora si fanno vanto della loro tradizione, della loro artigianalità, ma anche della loro capacità di evolversi nel tempo e lo vogliono far capire agli altri con semplicità ed efficacia. Questo è quello che ho percepito nello spazio della Gran Sasso, azienda di maglieria storica marchigiana. Uno spazio lineare semplice dove protagonisti erano dei rotoli di lana e cachemire esposti su scaffali bianchi, come oggetti da ammirare, in un susseguirsi di colori. Lo sapete che a me piace toccare per capire, non posso esimermi dal touch and feel e con loro ho avuto anche la soddisfazione di scoprire che un’azienda di tradizione come questa abbia usato per la sua collezione una lana resa impermeabile e anti macchia o che abbia pensato di rendere super caldo, ma super leggero un maglione…

Ragazze, non c’è niente da fare, vi vorrei raccontare tutto, ma poi, lo so, mi perdo come un bambino in un negozio di giocattoli. Vi vorrei trasmettere tutto l’entusiasmo che provo parlando con persone che hanno il dono della creatività e che quando ti raccontano delle loro prodotti lo fanno con una passione contagiosa. E lo sapete che sono facile al contagio.

E’ appena finito Pitti ed io sono già in trepida attesa della settimana della moda di Milano!

Ps: per la cronaca e per essere onesta, in mezzo a questa estasi modaiola, mi sono invaghita di un paio di scarpe Woolrich bianche in classico stile montagna, delle quali credo non potrò proprio farne a meno il prossimo inverno… fosse mai che a Milano riesco anche trovarle in anteprima?


Photography: Elena Tee

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