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13 febbraio 2018

La mia Storia di San Valentino (e un consiglio)



Un giorno di febbraio, qualche anno fa, arrivai a Firenze. Ero giovane, molto, ed in treno durante il viaggio, con un’amica, avevo la netta sensazione che qualcosa mi stesse per succedere. Nei due mesi precedenti mi ero assiduamente scritta con un ragazzo ed in quei giorni lo avrei visto.

Il ragazzo era Patrizio ed era il 14 febbraio. E’ diventato mio marito ed è padre delle mie bambine e con lui sto condividendo il mio vivere.
Nulla era stato calcolato ed il fatto che fosse il giorno di San Valentino non era stato neppure pensato. Ma è stato così, per caso, che quella data mi è diventata cara, uno di quei ricordi che non potrò mai cancellare e che, mentre scrivo, mi riempie il cuore di emozioni. Perché le emozioni altro non sono che qualcosa che ci smuove, che ci agita dall’interno, ci sposta da un posto ad un altro, da una persona all’altra.

Questo è per me il giorno di San Valentino, non una festa, ma il ricordo di un'emozione ed è così che mi piace pensarlo per tutti coloro che lo festeggiano.
Non credo sia importante fare un regalo a chi si ama, ma ricordarsi, invece, il perché la si ama, frugando nella scatola dei ricordi, soffermandoci a guardarla con l’attenzione che merita.

La stessa attenzione che Valentino, Vescovo di Terni, nel terzo secolo d.C, dedicò all’amore fra un pagano, Sabino, ed una giovane cristiana, Serapia, molto malata. Il loro amore fu più forte delle regole, dei pregiudizi, del tempo e il Vescovo illuminato li sposò il giorno stesso della morte di lei. E’ per questo che è stato, in seguito, scelto come Santo protettore degli innamorati ed il 14 febbraio, data della sua morte, è il giorno a loro dedicato.

Di storie più o meno attendibili riconducibili a questa festa ce ne sono davvero molte, ma a me questa è sembrata la più significativa ed in fondo anche la più moderna. La storia di un amore forte, intenso, che non conosce limiti, barriere, difficoltà, l’amore che dovremmo provare tutti almeno una volta nella vita e che auguro di vivere alle mie figlie.

Per questo diventa banale comprare fiori, cioccolatini o correre alla ricerca di inutili regali. Ed allora trasgrediamo come ha fatto San Valentino sposando Sabino e Serapia e compriamo un libro, ma non il solito smaccatamente sdolcinato che ci proporranno in libreria, scegliamo il “Remedia Amoris” di Ovidio. Un piccolo poema dove con una sapiente ironia, l’autore impartisce consigli e regala strategie per evitare eccessive sofferenze d’amore. Vi stupirà per modernità, sagacia e contemporaneità e vi troverete spesso a sorridere quando leggerete i metodi più efficaci per lasciare il nostro amore.

Strano, vero, invitarvi a leggerlo il 14 febbraio, ma cosa c’è di più vero nell’amore della consapevolezza delle meravigliose differenze che ci uniscono?

Buon San Valentino a tutte voi, ragazze, e buona lettura!


Photography: Nadia Meli

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